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Nuova mostra di Sara Rudini e Gianluca Moiser a San Luigi di Sazzo - Ponte in Valtellina (So).

Il titolo fa riferimento ai disegni a carboncino di Rudini e alla sezione di opere di Moiser ispirate alla formazione dei cristalli.




LE OPERE DI SARA RUDINI

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Gli elaborati esposti percorrono tempi e luoghi che si snodano lungo gli anni.

Sono angoli di contrada, scorci di paesaggio, racconto di eventi a volte drammatici, ripensamenti della memoria, emozioni riguardanti il borgo di Piateda.

La tecnica utilizzata è il carboncino su carta, materiale particolarmente duttile  e scorrevole che accompagna volentieri la mano di chi crea e desidera fissare la particolarità  del momento e il sentire fuggevole  dell'attimo.








LE OPERE DI GIANLUCA MOISER

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I cristalli di Bruno Morgia.

E' stato il lavoro sulla formazione dei cristalli di Bruno Morgia , che li ha studiati e fotografati realizzando sequenze suggestive che vengono presentate alla mostra, a ispirare liberamente un ciclo di sei opere di Moiser, realizzate in silicone e china su plexiglas.



I paesaggi di Antonia

I due dipinti ad olio su tela "I paesaggi di Antonia" si ispirano ai luoghi cari alla poetessa Antonia Pozzi e sono stati esposti a Ferrara presso la Casa Ariostea in occasione di un recente  incontro pubblico tenuto da Patrizia Garofalo e Marco Dalla Torre sull'epistolario della Pozzi (Ti scrivo dal mio vecchio tavolo. Lettere 1919 - 1938).

https://lanuovaferrara.gelocal.it/tempo-libero/2015/04/12/news/l-amore-di-antonia-pozzi-per-gli-altri-e-per-il-mondo-1.11221047



Spleen, ispirato alla poesa di Charles Baudelaire

Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve
      Sull'anima gemente in preda a lunghi affanni,
      E in un unico cerchio stringendo l'orizzonte
      Riversa un giorno nero più triste delle notti;

5    Quando la terra cambia in un'umida cella,
      Entro cui la Speranza va, come un pipistrello,
      Sbattendo la sua timida ala contro i muri
      E picchiando la testa sul fradicio soffitto;

      Quando la pioggia stende le sue immense strisce
10  Imitando le sbarre di una vasta prigione,
      E, muto e ripugnante, un popolo di ragni
      Tende le proprie reti dentro i nostri cervelli;

      Delle campane a un tratto esplodono con furia
      Lanciando verso il cielo un urlo spaventoso,
15  Che fa pensare a spiriti erranti e senza patria
      Che si mettano a gemere in maniera ostinata.

      - E lunghi funerali, senza tamburi o musica,
      Sfilano lentamente nel cuore; la Speranza,
      Vinta, piange, e l'Angoscia, dispotica ed atroce,
      Infilza sul mio cranio la sua bandiera nera.
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Le filigrane di colore